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L'Autore riflette sulla melanconia e sulla domanda che poneva Freud: «Quand'è che la separazione dall'oggetto genera angoscia, quando lutto e quando, magari, soltanto dolore?» Dieci anni prima, Freud aveva iniziato a porsi il problema delle varie forme cliniche della melanconia e, proprio cercando di descrivere la differenza tra melanconia e lutto, aveva affermato che nel lutto manca l'avvilimento del sentimento di sé. L'Autore concentra le proprie riflessioni sulle diverse forme di melanconia, da quella più grave che chiama melanconia del Sé - con avvilimento del sentimento di sé - diversa nella sua genesi da quella dell'Io. Per inoltrarsi nella etiopatogenesi della prima grave forma, è necessario chiarire cosa si deve intendere quando usiamo sé non come pronome riflessivo, bensì come concetto di Sé. L'incontro con la ricerca di Eugenio Gaddini, sulle primarie organizzazioni mentali, permette di comprendere meglio questa grave forma di melanconia.
PAROLE CHIAVE: Melanconia, melanconia del Sé, patologia narcisistica, organizzazione mentale di base.