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«Esso» pensa, ma che questo «esso» debba essere proprio quel famoso vecchio «io» non è, per usare un eufemismo, soltanto una supposizione, un'affermazione, soprattutto non è una» certezza immediata.»
NIETZSCHE F. Al di là del bene e del male,
La riflessione che prepara l'organizzazione della psiche nella seconda topica è ospitata nel dialogo di Freud con Georg Groddeck, medico, fisiatra e massaggiatore, allievo del naturopata E. Schweninger, direttore del Sanatorio di Baden Baden:un personaggio creativo meno stravagante di Fliess che sarà poi riconosciuto tra i fondatori della moderna psicosomatica.
Iniziato nel 1917, il carteggio costituisce il «vivaio della teorizzazione dell'Es» (Ferraro, 2006) e porta alla comparsa nel 1923, a pochi mesi di distanza l'una dall'altra, di due opere gemelle-diverse: Il libro dell'Es e L'Io e l'Es.
È di Groddeck il termine e il concetto di Es che, opportunamente trasformato, diventa il cardine della svolta teorica freudiana. Non ci si meravigli che il titolo di Freud non contempli il Super-Io poiché è l'Es la vera novità.
Una considerazione introduttiva riguarda il processo del pensiero freudiano, fra solitudine e cosiddetta «telepatia». Fin dall'inizio della loro corrispondenza Freud si era dimostrato colpito dall'intima somiglianza dell'Es di Groddeck con il proprio Inconscio. Dopo aver fin troppo rapidamente annesso il collega alla «schiera dannata»:
«Chi riconosce che il transfert e la resistenza sono la chiave di volta del trattamento appartiene ormai, senza rimedio, alla schiera dannata. Che poi egli possa chiamare ‘Es’ l“Ubw' [DasUnbewusste, l'Inconscio], ciò non fa alcuna differenza» (Freud a Groddeck, 5/06/1917).
gli si presentano alla mente i temi del doppio, della originalità e del plagio (ancora Fliess), della trasmissione inconscia del pensiero, anche fra le generazioni (vedi Pierri, 2018 e 2022):