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Il lato notturno della vita, espressione che Tonia Cancrini riprende da S. Sontag, è costituito da quei momenti che ci mettono in contatto con la malattia e con la morte. Tema che risuona oggi quanto mai attuale se riflettiamo a quanto tutti siamo chiamati a fare i conti con vissuti di imprevedibilità e di impotenza e con la nostra condizione di fragilità, fisica ed emotiva. Sebbene i testi che il libro raccoglie non si riferiscano agli attuali avvenimenti non mi è stato possibile leggerli senza avere in mente la pandemia come sfondo, uno sfondo oscuro su cui le riflessioni degli Autori hanno assunto uno spessore diverso, una differente coloritura.
I testi parlano, in modo sentito e a volte commuovente, di pazienti malati, o anche di analisti malati, e di come la psicoanalisi possa aiutare ad affrontare queste particolari condizioni, le profonde difficoltà emotive che comportano, le difese inevitabili ma anche le possibilità a volte impensabili che possono aprire. Come non pensare che oggi – da molto tempo e probabilmente ancora per molto tempo – siamo tutti inevitabilmente a contatto con tanta «malattia»? Una condizione nuova – ma poi veramente nuova? – che ci ha cambiato la vita. Anche quando tutto questo finirà non saremo mai più gli stessi… proprio come molti pazienti dicono a proposito dell'esperienza della malattia.
Il libro nel ripercorrere tante storie, tante diverse declinazioni della condizione umana di sofferenza nella malattia, mi ha aiutato a riflettere su quanto accadeva a loro ma anche su quello che accade in questi lunghi mesi a me, a tutti noi, continuamente a confronto con la fragilità del corpo, con la paura del contagio, con perdite dolorose, con la necessità dell'isolamento, col dover cambiare le abitudini e l'equilibrio di tutta la propria vita. Sorpresa, incertezza, angoscia, ma anche speranza, tanti dubbi, a volte la sensazione di essere sopraffatti, impotenti, ma soprattutto la necessità di ritrovare dentro di sé punti di riferimento – «oggett