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L'evento, introdotto da Fabio Castriota, si pone in una prospettiva di contaminazione tra diverse discipline e di confronto con la ricerca empirica in ambito clinico. Giuliana Rocchetti ricorda che, recentemente, è stata pubblicata l'edizione italiana del libro di Wilma Bucci Comunicazione Emotiva e Processi di Cambiamento, curata da R. Mariani, A. Negri, M. Di Trani, successiva al testo del 1997: Psicoanalisi e Scienza Cognitiva.
Nel presentare il nuovo testo viene sottolineata l'originalità del pensiero di Bucci, apprezzando, in particolare, la capacità dell'Autrice di tenere connessi da un lato clinica, teoria e ricerca e dall'altro psicoanalisi, scienze cognitive e neuroscienze. Il tema della connessione e dell'integrazione ritorna anche quando sono commentati alcuni aspetti della «Teoria del codice multiplo»: la presenza costante del funzionamento psichico in unità mente-corpo e il fatto che i tre sistemi (subsimbolico, simbolico verbale e simbolico non verbale), nella proposta di Bucci, non si trasformano l'uno nell'altro ma si integrano connettendosi tra loro.
La sofferenza mentale interviene quando queste connessioni vengono perse e, attraverso il processo referenziale, possono essere ristabilite a partire da elementi non-simbolici, raggiungendo delle fasi di simbolizzazione non verbale e verbale.
Giuliana Rocchetti ricorda inoltre che Wilma Bucci ha sviluppato una serie di misure empiriche di tipo linguistico proprio per documentare e misurare i fenomeni che realizzano il processo referenziale. Questo è un aspetto della ricerca che è stato messo a punto e rispetto al quale la Rivista di Psicoanalisi, dedicherà un focus specifico.
La parola passa a Wilma Bucci, che definisce sin dall'inizio chiaramente l'ambito del suo contributo, spiegando che esso si fonda, essenzialmente, su quattro domande, le stesse che ha cercato di affrontare da sempre e su cui tutti noi, ricercatori e clinici, ci interroghiamo:
Qual è la natura dei problemi che portano le persone in tera