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Il ricco e accurato lavoro di ricerca storica, proposto da Marina D'Angelo a partire dai taccuini di viaggio di Freud, ce lo presenta in un momento di solitudine e di importante cambiamento nell'estate del 1907, in Italia. Ci troviamo ad accompagnarlo nella sua solitaria vacanza romana in un periodo critico segnato, come in altre circostanze, anche da momenti di umore depresso e da disturbi psicosomatici che non condivide con la famiglia e non può condividere con un amico ma che affida alle brevi e sintetiche annotazioni del quaderno di appunti acquistato a Firenze, dalla suggestiva intestazione «Ricordare è rivivere».
Nel corso del viaggio Freud incontra il collega di origine russa Max Eitingon e questo incontro sembra far cambiare il suo umore e la sua visione del futuro.
Va ricordato che il precedente rapporto con Wilhelm Fliess si era definitivamente e dolorosamente chiuso, sancito dalla recente pubblicazione da parte del collega berlinese di In eigener Sache, libro in cui difendeva le proprie ricerche e la propria «causa» nei confronti di Freud . Nel frattempo la Società psicologica del mercoledì, composta fin dal 1902 dal piccolo gruppo di adepti viennesi, non sembrava più soddisfare le attese di crescita della nuova disciplina.
I primi contatti con Eugen Bleuler e con la clinica del Burghölzli erano stati promettenti per Freud. Bleuler, che aveva subito recensito Studi sull'isteria, aveva poi molto apprezzato la sua Interpretazione dei Sogni e nel 1904 aveva avviato un intenso rapporto epistolare con lui per apprendere il suo metodo di interpretazione e poterlo utilizzare con i pazienti, con i medici e sui propri sogni. «Pensa, un professore ordinario di psichiatria che si occupa dai miei ††† studi, finora definiti disgustosi, sull'isteria e sul sogno», aveva scritto allora Freud a Fliess, cercando ancora, invano, la sua complicità (26/04/1904).
Nel gennaio1907 Max Eitingon era stato proprio il primo discepolo ad arrivare dall'estero per fare visita a Freud, acco