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Sfogliando il libro curato da Patrizia Cupelloni, tra le prime pagine, si incontra la foto del mare di Palizzi (RC) e sulla riva sassosa una composizione di pietre poste in equilibrio le une sulle altre. L'autrice descrive questo equilibrio come dovuto alla forza di attrazione che le pietre trovano in un solo punto invisibile. Si tratta dello stone balancing, espressione della Land art. In esergo alla foto i versi di Tagore «Sulla spiaggia di mondi senza fine, i bambini giocano».
Immagini e parole che introducono alla lettura di un libro che sorprende e incuriosisce per l'originalità con cui vengono trattati i contenuti e soprattutto per la metodologia della ricerca che viene proposta per esplorare il sogno in gruppo.
Il testo è il racconto dell'esperienza di ricerca che un gruppo di analisti ha fatto sul sogno, un racconto che, in filigrana, lascia intuire il «viaggio onirico» intrapreso verso una meta incerta: i partecipanti sono i ricercatori e il gruppo è il campo in cui ricercare.
Nella ricerca il gruppo ha proceduto secondo una metodologia ben definita. Un gruppo di analisti si riunisce periodicamente e legge il testo del sogno di un paziente che ha concluso l'analisi. Ogni psicoanalista membro del gruppo porta un sogno scritto, scelto fra i sogni dei propri pazienti; dalla condivisione dei testi prende vita l'esperienza del sogno attraverso le associazioni spontanee dei partecipanti.
Nel capitolo introduttivo la curatrice pone una differenza concettuale tra libere associazioni, come specifico metodo analitico di lavoro sul sogno, e le associazioni spontanee, un concetto che evidenzia «…la sensibilità e il tatto della coppia analista - paziente che, oltre il metodo, coglie il tempo giusto per mettere in parola elementi non razionali, affettivi e immaginifici. A livello metapsicologico le associazioni spontanee equivalgono ad immaginare, speculare, indovinare».
Patrizia Cupelloni, analista con funzioni di training, di formazione freudiana e bioniana, interessata all