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L'autore prendendo spunto dall'impatto emotivo che la pandemia ha avuto nella stanza d'analisi effettua un breve excursus teorico sul tema dell'angoscia di morte e della capacità di tollerare la solitudine e analizza tali dinamiche mentali. Individua come una delle fisiologiche difese della mente dal senso di caducità sia una negazione, che viene definita «esistenziale», del senso della propria finitezza per poter fornire al Sé coesione e senso di permanenza nel tempo. Questa difesa esistenziale è sostenuta da un livello moderato di onnipotenza che si acquisisce con la maturità e al termine del percorso dell'analisi personale. Viene analizzato per questo il particolare assetto mentale necessario ad accompagnare il morente nel momento del trapasso. Assetto mentale necessario, all'analista in seduta, per tollerare le angosce di morte dei pazienti e le proprie.
PAROLE CHIAVE: Caducità, cure palliative, morte, negazione, pandemia.