You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
L'autore espone alcune linee guida nel lavoro di supervisione con gli allievi in training. L'invito ad accogliere le comunicazioni dell'analizzando di qualunque origine, natura e forma: verbali e non. Al fine di evidenziare i vari livelli della mente coinvolti, ponendo al centro il riconoscimento delle emozioni e la capacità di sostenerle e modularle. Un compito complesso in presenza di serie psicopatologie che richiedono di intervenire sui livelli primitivi di funzionamento della mente: quelli originati prima della acquisizione del linguaggio verbale. L'incontro con le problematiche del paziente richiede l'ampliamento dello spazio mentale ed emotivo dell'allievo (come dell'analista qualificato) evitando di richiedere all'analizzando comportamenti più coerenti e socialmente accettabili di quelli che egli è in grado di sostenere e che è compito del lavoro analitico aiutare a conseguire. L'autore accenna alcune storie cliniche.
PAROLE CHIAVE: Comunicazioni non verbali, dissociazione, livelli della mente, modulazione delle emozioni, scissione, vita psichica.