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L'autrice si sofferma sulle supervisioni al di fuori del percorso di training, mettendone a fuoco le specificità. Attraverso esemplificazioni cliniche, descrive i meccanismi di difesa e i funzionamenti psichici che più frequentemente si osservano nel supervisionato e la relazione tra questi e il supervisore, in particolare nei trattamenti di pazienti difficili. L'assenza dell'holding e della funzione di terzo, svolta di solito dall'Istituto di Training, è un elemento significativo di cui tenere conto. Viene inoltre considerato come il rapporto fra la coppia terapeuta-paziente si riflette in quello fra analista e supervisionato. Infine, l'autrice sottolinea la particolare importanza della supervisione individuale e di gruppo per i giovani terapeuti, che si trovano frequentemente a trattare pazienti difficili.
PAROLE CHIAVE: Ascolto, meccanismi di difesa, processo di riflessione, supervisione, training.