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L'esperienza della supervisione viene inquadrata ponendola in relazione con altre componenti del Training. Da questa prospettiva L'Autrice, avvalendosi anche del lavoro di confronto e approfondimento che si sta svolgendo nell'attuale Commissione Nazionale per la Qualifica di cui è Segretaria, sviluppa l'idea che il momento della Qualifica possa essere utilmente pensato anche come autoritratto del Training in toto, raccogliendo come un ‘bacino di confluenza’ ciò che affluisce dagli ambiti processuali formativi e valutativi. A partire da questa visuale, il lavoro mette in luce quelli che appaiono essere punti di possibile criticità di questa processualità, collegandoli alla effettiva complessità delle dinamiche costitutive dell'identità psicoanalitica e della sua fertile trasmissibilità in un periodo socio culturale particolarmente «burrascoso». Vengono discusse in particolare due ‘regole d'oro’ - capacità di ascolto e comunicazione e capacità di coniugare tradizione e evoluzione - come antidoti al rischio sempre presente di possibili fughe difensive o di natura dogmatica o del «tutto va bene», fughe che si palesano anche, con intensità variabili, nel momento della qualifica dell'aspirante analista.
PAROLE CHIAVE: Ascolto, comunicazione, processualità, Qualifica-bacino di confluenza, tradizione/sviluppo.