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Il processo di valutazione dell'aspirante analista richiede una serie di attenzioni teoriche e pratiche, al presente non realizzate per l'esistenza di consuetudini diverse e soprattutto per la mancanza di una visione definita e condivisa del percorso formativo in psicoanalisi e dei modi per valutarlo. Si discutono due prospettive differenti, mostrandone pregi e difetti. Si procede poi a sviluppare un terzo punto di vista, centrato sulla concezione che assume e valuta nella sua interezza e continuità il processo formativo, cioè dall'inizio alla fine e in base a giudizi fondati sulla stessa struttura definitoria-concettuale. Due voci principali, capacità e competenza, con le loro sotto-voci, sono proposte come candidate alla costruzione di una griglia valutativa cui i diversi livelli di valutazione e i differenti tipi di valutatori dovrebbero ispirarsi. Si considera infine che il caso clinico, uno degli obiettivi valutativi principali della formazione, richieda anch'esso un criterio di uniformità che associ l'aspirante come terapeuta e scrittore al valutatore come analista formato e lettore esperto.
PAROLE CHIAVE: Capacità, caso clinico, competenza, formazione, training, valutazione.