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L'articolo pone l'attenzione sul confronto intrapreso con la medicina francese quale significativo indicatore, nella genealogia del sapere freudiano, della creazione della psicoanalisi come scienza dei processi psichici inconsci. Dall'accoglienza goduta a Parigi dal giovane neurofisiologo e anatomopatologo Freud, passando per l'operato distacco critico da Charcot e dalla Scuola neurologica francese, è attraverso un significativo contributo offerto alla risoluzione del «caos concettuale» vigente nella comprensione della patologia mentale, che la disciplina psicoanalitica acquisisce fondamento e denominazione. Riguardo a tale fondazione l'articolo valorizza la connessa costruita e necessaria legittima autonomia epistemica del campo dell'Inconscio. Tutto ciò quale definizione della originaria specificità della disciplina psicoanalitica, della incommensurabilità dei suoi oggetti, metodi di indagine e prassi clinico-terapeutica nei riguardi degli analoghi accessibili a cognitivismo e neuroscienze. «La ΨA - scrive Freud - farà da sé».
PAROLE CHIAVE: Autonomia della vita psichica, campo epistemico, Charcot Jean-Martin, cognitivismo, Darkschewitsch Liweri Ossipowitsch, neuroscienze, ricerca psicoanalitica, specificità disciplinare, scienza dell'Inconscio, Scuola neurologica francese.