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Nel suo La verità negata, la mia battaglia in tribunale contro chi ha negato l'olocausto (2005/2016), la storica accademica statunitense D. Lipstadt fa il resoconto, in base al diario personale e alla memoria difensiva, della causa per diffamazione2 che la vide contrapposta a D. Irving3, saggista storico e negazionista britannico. Egli l'aveva citata per diffamazione
L'incontro di Ricorrenze di Umanità si svolge in due momenti: il primo in occasione del 27 gennaio, momento in cui il tema scelto viene introdotto da studiosi afferenti a diverse discipline; il secondo, a distanza di circa due settimane, consiste in uno spazio di riflessione comune a partire dall'argomento scelto. Il presente report si basa (con qualche integrazione da parte mia resasi necessaria a causa dell'intermittente funzionamento della connessione internet) su quanto emerso durante il primo incontro - via Zoom - del 27 gennaio 2023 ed è corredato da alcune mie note spero utili. L'idea di dedicare al negazionismo della Shoah il quinto incontro di Ricorrenze di Umanità è nata dalla lettura di tre libri: Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo della filosofa D. Di Cesare ; Abusi di memoria e L'irritante questione delle camere a gas. Logica del negazionismo della semiologa V. Pisanty.
Causa iniziata - da parte di D. Irving contro D. Lipstadt - con una minaccia di querela nell'autunno del 1995 e terminata nel marzo del 2000.
D. Irving - nato nel 1938 - «è figlio di un'illustratrice e di un ufficiale di marina britannico la cui nave venne silurata nel 1942. A detta di Irving, il padre era sopravvissuto ma non aveva fatto ritorno a casa, lasciando la moglie e quattro figli in quello che definiva uno stato di gravi ristrettezze» (Lipstadt D., 8%, 490). Egli che aveva iniziato a studiare alla London University ma la lasciò quando trovò lavoro come operaio siderurgico in Germania, dove perfezionò il suo tedesco. Di ritorno in Inghilterra, all'inizio degli anni Sessanta, incominciò a guadagnarsi da viv
L'incontro di Ricorrenze di Umanità si svolge in due momenti: il primo in occasione del 27 gennaio, momento in cui il tema scelto viene introdotto da studiosi afferenti a diverse discipline; il secondo, a distanza di circa due settimane, consiste in uno spazio di riflessione comune a partire dall'argomento scelto. Il presente report si basa (con qualche integrazione da parte mia resasi necessaria a causa dell'intermittente funzionamento della connessione internet) su quanto emerso durante il primo incontro - via Zoom - del 27 gennaio 2023 ed è corredato da alcune mie note spero utili. L'idea di dedicare al negazionismo della Shoah il quinto incontro di Ricorrenze di Umanità è nata dalla lettura di tre libri: Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo della filosofa D. Di Cesare ; Abusi di memoria e L'irritante questione delle camere a gas. Logica del negazionismo della semiologa V. Pisanty.
Causa iniziata - da parte di D. Irving contro D. Lipstadt - con una minaccia di querela nell'autunno del 1995 e terminata nel marzo del 2000.
D. Irving - nato nel 1938 - «è figlio di un'illustratrice e di un ufficiale di marina britannico la cui nave venne silurata nel 1942. A detta di Irving, il padre era sopravvissuto ma non aveva fatto ritorno a casa, lasciando la moglie e quattro figli in quello che definiva uno stato di gravi ristrettezze» (Lipstadt D., 8%, 490). Egli che aveva iniziato a studiare alla London University ma la lasciò quando trovò lavoro come operaio siderurgico in Germania, dove perfezionò il suo tedesco. Di ritorno in Inghilterra, all'inizio degli anni Sessanta, incominciò a guadagnarsi da viv