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Il n. 3 del 2023 della Rivista di Psicoanalisi è un numero monografico che approfondisce il tema del rapporto tra psicoanalisi e neuroscienze. Il numero, curato da Angela Iannitelli, accoglie saggi scritti da colleghi e studiosi psicoanalisti e non solo, che testimoniano diverse modalità di affrontare un campo cruciale di ricerca per la psicoanalisi. In questo editoriale, a differenza che in altri precedenti, non farò riferimento, se non occasionalmente, ai singoli contributi che ritengo nel loro complesso validi e preziosi. Tenterò di inquadrare il tema interdisciplinare, che implica la relazione tra psicoanalisi e neuroscienze, all'interno di un discorso più ampio e contestualizzandolo per quanto possibile.
Per iniziare il discorso chiarirei il mio modo di considerare la ricerca interdisciplinare che ritengo fondamentale al fine di fare evolvere sul piano teorico-concettuale e clinico la psicoanalisi in quanto disciplina al confine tra scienze ‘naturali’ e ‘scienze ‘umane’ (Kagan, 2009).
Nella mia esperienza, in tanti anni di ricerca sulla relazione tra psicoanalisi e antropologia, ho incontrato modalità di scambio efficaci e proficue ma anche studi e formulazioni concettuali che presentano notevoli limiti e problemi. Da un lato l'antropologia culturale, a parte alcune eccezioni, ha teso, in modo differente nelle varie culture antropologiche ‘locali’, a non cogliere sufficientemente l'importanza di un approccio alla realtà sociale che tenesse conto dell'importante funzione delle dinamiche inconsce e del ruolo dell'interiorità nelle diverse declinazioni delle forme di cultura e di umanità. Dall'altro la psicoanalisi ha invece, a mio avviso, mostrato un ‘eccesso’ di interesse per gli studi antropologici, ma cogliendo aspetti molto limitati che per lo più venivano usati allo scopo di validare le teorie cliniche in una più ampia dimensione sociale. Nel complesso gli antropologi spesso non andavano oltre alla conoscenza di alcuni testi freudiani mentre gli psicoanalisti