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Per neuroscienziati come Damasio e Solms la coscienza non sarebbe che un'estensione al sensiente dell'omeostasi che governerebbe la vita, nella sua tendenza a preservarsi e riprodursi. Ma è proprio tale supposta correlazione omeostatica tra l'intelligenza biologica e quella sensiente a essere problematica per la psicoanalisi, tale da incrinare la persuasione, che è invece delle neuroscienze, secondo la quale oggi saremmo tecnicamente in grado di ricostruire artificialmente gli apparati da cui la stessa coscienza sarebbe indotta a prodursi. L'irriducibilità della psicoanalisi alla ratio neuroscientifica è descritta, in questo articolo, come l'irriducibilità dell'inconscio alla coscienza, delle pulsioni ai sentimenti, del processo economico libidico all'omeostasi, della specificità del sessuale alla genericità di bisogni e emozioni, della sintomaticità alla relazionalità, dell'eterogenesi arche-genealogica alla teleologia bio-politica, del processo di soggettivazione al soggetto essenzialista e ai dispositivi algoritmici di esso.
PAROLE CHIAVE: Coscienza, neuroscienze, omeostasi, psicoanalisi, soggettivazione.