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Omero cantò per scherzo la guerra dei topi con le rane, Virgilio la zanzara e la focaccia, Ovidio la noce. Glaucone compose l'elogio dell'ingiustizia, Sinesio della calvizie, Luciano della mosca e dell'arte del parassita. Erasmo vanta questi e altri precedenti illustri nella lettera a Tommaso Moro che introduce il suo Elogio della follia. Siamo agli inizi del Cinquecento. Nei secoli a venire gli elogi si sono moltiplicati- memorabile l'inno alla gogna, di Daniel Defoe - non tutti con la stessa sorprendente fortuna.
Elisabetta Marchiori, Luisa Masina e Gabriella Vandi curano una raccolta di scritti per la collana I territori della Psiche dell'editore Alpes valorizzando il potere euristico di una metafora, la gattaiola appunto, coniata da Stefano Bolognini nel corso della sua progressiva messa a fuoco del concetto di interpsichico che passando da alcune tappe salienti quali Passaggi segreti (2008) e Flussi vitali tra Sé e Non-Sé (2019) arriva al contributo che apre l'Elogio della gattaiola edito nel 2022. Questa volta è un libro corale, nato dal gruppo di studio teorico clinico, condotto da Bolognini al Centro Psicoanalitico di Bologna dal 2013 al 2020, che ha lavorato ponendo particolare attenzione ai modi nei quali analista e paziente possono sintonizzarsi sul piano interpsichico. Le tre curatrici hanno riunito i contributi di molti dei partecipanti. Anche i contributi sono scritti a più mani, così che se ne ricava l'impressione complessiva che il gruppo sia stato una fervida fucina di pensiero.
Il libro costituisce di per sé, con la variegata e ben amalgamata ricchezza dei pensieri e degli apporti che lo compongono, una prova della fecondità del concetto che Bolognini ha di fatto introdotto nella psicoanalisi contemporanea non senza esplicitare la preoccupazione di aggiungere una nuova idea e una nuova parola in una moltitudine di concetti e termini che rischia di risultare dispersiva, pletorica e bizantina. Avevamo bisogno dell'interpsichico quando disponevamo già d