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Massimo Ammaniti e Pier Francesco Ferrari ci hanno regalato, con questo libro dal titolo molto pertinente, uno dei volumi più significativi e importanti degli ultimi anni su un tema che è diventato cruciale per la psicoterapia e per la psicoanalisi sul piano teorico, clinico e di ricerca. Il titolo del libro in poche parole riassume il focus del volume e l'imponente mole di studi sull'argomento.
Con dovizia di informazioni e ricerche, puntualmente citate, gli autori ci mostrano come il corpo non dimentica nulla delle esperienze che fa perfino nel periodo prenatale e ci mostrano come sia centrale il rapporto tra l'io motorio e lo sviluppo della relazionalità interpersonale.
Il libro si articola in undici capitoli, con una ricca introduzione di Lynne Murray, che è anche coautrice del capitolo 7.
Esso rappresenta l'ennesima tappa significativa del lungo percorso di ricerca e riflessione di Massimo Ammaniti, neuropsichiatra infantile, psicoanalista di bambini e adolescenti, di formazione originariamente kleiniana e a lungo impegnato nelle istituzioni pubbliche, dove ha molto lavorato con grandi responsabilità anche per la psichiatria democratica e il movimento antistituzionale e successivamente ha dedicato decenni al dialogo con le neuroscienze e con l'infant research. Negli ultimi anni ha infatti collaborato con Daniel Stern pubblicando numerosi lavori e in collaborazione con Gallese ha scritto un importante contributo, La nascita dell'intersoggettività. Lo sviluppo del Sé tra psicodinamica e neurobiologia, edito da Cortina.
L'altro coautore del libro, Pier Francesco Ferrari, si è formato sia in Italia che negli Stati Uniti in neuroscienze e in etologia e ha condotto ricerche fondamentali mostrando come il sistema dei neuroni specchio sia attivo anche nei primati fin dalla primissima infanzia. Attualmente è il direttore aggiunto dell'Istituto di Scienze Cognitive Marc Jeannerod di Lione.