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Questo articolo si addentra nell'intricato arazzo di significati e simboli della cultura indiana, rivelando come i costrutti metafisici della filosofia orientale possano oscurare la sistematica sottomissione della soggettività femminile nell'India contemporanea. L'autrice esplora l'influenza della cultura comunitaria nell'affrontare la perdita, mettendo in luce il senso di colpa transgenerazionale. La difficoltà di elaborare il lutto e lo sfruttamento della morte da parte dell'industria sanitaria evidenziano la fragilità dei legami sociali. Esaminando il concetto di biopotere di Foucault, l'articolo discute come la violenza si rivolga ai soggetti sessuati, manifestandosi come violenza quotidiana e sistemica in India. La costruzione di un ordine patriarcale attraverso i tabù mestruali e la figura della dea-madre si traduce in una brutale violenza contro le donne. Le vignette cliniche inducono a riflettere sulle dimensioni interconnesse della cultura indiana, sollecitando un esame delle strutture politiche che perpetuano l'oppressione sistematica.
PAROLE CHIAVE: Comunità, donne, immaginario culturale, soggetti sessuati, violenza.