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L'autore mette in evidenza che nel processo di formazione e di differenziazione, l'Io si confronta inevitabilmente con lo stato originario di inermità e contemporaneamente con la spinta innata a crescere e differenziarsi. Nel processo di formazione e di differenziazione, l'Io incontra nello stesso tempo l'estraneo-familiare, l'angoscia del perturbante, di cui parla Freud. L'altro è inizialmente sia l ‘estraneo, sia il familiare, «l'estraneo-familiare». L'autore propone due versioni del doppio del perturbante. Il doppio strutturante, che è una topologia dell'Io e che include nello spazio privato del Sé l'intimofamiliare e l'estraneo. Inclusione che favorisce la strutturazione dell'Io. Il doppio destrutturante si delinea quando l'alter ego diventa l'estraneo assoluto, l'odiato Io. Nel doppio destrutturante domina l'odio e la violenza, che impediscono all'Io di strutturarsi.
PAROLE CHIAVE: Estraneo-familiare, doppio strutturante, doppio destrutturante, perturbante, processo di differenziazione, stato indifferenziato.