You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Utilizzando come punto di partenza della sua riflessione due figure maggiori della tradizione napoletana - «Pulcinella» e «Curcinello», il piccolo corno, - l'autore discute l'ipotesi avanzata da Lucio Russo di una doppia funzione del doppio: strutturante e destrutturante. Egli mette in relazione questa ipotesi, di una doppia funzione del doppio, con la nozione del Perturbante. Secondo l'autore, il Perturbante è una forma di angoscia la cui specificità è collegata alle cosiddette «inclusioni negative» esistenti nelle identificazioni narcisistiche fondanti. Queste «identificazioni riduttive», che conducono il soggetto alla perdita di sé, come nella malinconia, sono all'origine delle figure del «doppio famigliare dell'angelo custode» e dell'«altro del Perturbante e del vissuto d'impossessamento». Grazie a queste figure, il soggetto può accedere all'«alterità» e all'«estraneità» del suo Io.
PAROLE CHIAVE: Doppio strutturante, doppio destrutturante, famigliarità, estraneità, identificazioni riduttive, tendenza all'estinzione, imperativo d'iscrizione, Pulcinella.