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L'illuminante immagine scelta per presentare il XVI Colloquio Italo-Francese mi è necessaria ad avviare una sintesi sui ricchi lavori presentati intorno alle declinazioni del Perturbante. Opera del pittore Giovanni Boldini1, essa mostra una figura scura di spalle nell'atto di guardare un'immagine. Oltre ad essere un'interessante veduta dell'atelier dell'artista, questo dipinto è un'intelligente interpretazione del tema del doppio in voga alla fine del secolo. L'opera è datata 1888. A differenza di altri, Boldini sostituisce l'uso dell'immagine nello specchio facendo «riflettere» la modella nella sua stessa effigie. Il ritratto della giovane cilena è il punto focale dell'opera e, allo stesso tempo, la quinta scenica sulla quale si staglia la silhouette nera della stessa modella in visita all'atelier. L'osservatore che si avvicina all'opera può pensare all'effetto di uno specchio ma dopo un attimo noterà che le due figure non sono identiche e nascerà in lui una domanda e con essa uno spaesamento. Quest'opera pittorica, sapientemente scelta per avvicinarci al tema, colloca il Perturbante all'interno del binomio dello «svelare» e del «velare», caro alla cultura psicoanalitica. La cura deve poter proteggere l'atto del velare, deve poter coprire qualcosa del familiare ancora poco accettabile e trasformabile, prima ancora di svelarlo.
Per poter parlare del Perturbante si deve passare attraverso le sue declinazioni, questo ci dice il confronto tra esponenti di due note società psicoanalitiche come la SPI e la SPP che hanno trattato il tema. Questo perché il Perturbante obbliga a una riflessione metapsicologica che affascina e abbaglia. Nel ripensare alla ricchezza di
Titolo dell'opera: Donna in nero che guarda il “Pastello della signora Emiliana Concha de Ossa”.
argomenti emersi durante il Colloquio vorrei circoscrivere alcuni aspetti che hanno attraversato tutto il lavoro del convegno, si sono potuti ascoltare dalle relazioni principali come negli atelier o nelle discus