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Con questo editoriale inauguriamo il primo numero della Rivista dell'anno 2024. Come è accaduto negli anni precedenti è un'occasione per cambiare l'immagine di copertina. In questo caso ci si è ispirati a un'immagine artistica che rimanda ad un tema che sarà trattato nell'ultimo numero dell'anno appena iniziato e che riguarderà la Psicoanalisi del futuro e la sua diffusione attraverso il pensiero psicoanalitico, la sua scrittura e la sua trasmissione. In quel numero saranno coinvolti nella discussione gli ex direttori della Rivista, tenendo anche conto della ricorrenza dei Settanta anni della rifondazione della Rivista dopo l'interruzione dovuta alla censura delle leggi fasciste. Nel 2004 è stato curato da Patrizio Campanile un volume molto bello e articolato che approfondiva temi centrali della storia della Rivista di psicoanalisi correlata alle vicende della SPI.
Oggi siano di fronte a processi complessi, veloci e per molti aspetti controversi, che si sono verificati e accentuati in modo particolare negli ultimi cinque anni e attengono alla pandemia, alla crisi climatica, allo scoppio di guerre che mettono in crisi l'equilibrio geopolitico, all'emergere di crisi e disagi ‘identitari’ sia a livello collettivo che individuale e in ultimo alla consapevolezza che l'Intelligenza artificiale prenderà sempre più spazio nelle nostre vite. Abbiamo molti motivi per chiederci verso quale futuro stiamo andando, verso quale tipo di umanità, quali potranno essere le ricadute sul disagio psichico e quali siano le sfide che la psicoanalisi dovrà affrontare sul piano della clinica e della sua efficacia nell'affinare l'apparato dei modelli teorici a cui facciamo riferimento.
Sono temi su cui ci stiamo confrontando da tempo ma che proprio per questo sono aperti e pongono più domande che risposte. Inoltre, se è vero che la psicoanalisi è un sapere che ha le caratteristiche dell'inattuale che la rende un sapere non prono ad un facile conformismo, è anche vero che non si può non raccogli