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Giulio è un giovane pediatra in analisi da cinque anni con tre sedute alla settimana. Nei primi incontri racconta di una precedente esperienza psicoterapeutica che ha messo in luce la necessità di un lavoro più approfondito. Accenna inoltre ad alcune difficoltà relazionali legate a un'impulsività che nel corso dell'analisi risulterà rilevante. Il tono garbato con cui nei primi colloqui parla delle sue difficoltà mi apparirà in contrasto con le modalità espressive che emergeranno nelle prime sedute sul lettino.
È una persona con cui ho sempre sentito che valesse la pena di lavorare, ma che nei primi anni di analisi ha utilizzato spesso modalità comunicative aggressive, a volte verbalmente violente. Nei momenti di difficoltà, quando la comprensione di un pensiero o di un sogno richiedeva un po' di lavoro prima di essere realizzata, tendeva a commentare con sarcasmo quasi ogni parola che utilizzavo, così come i silenzi.
In un sogno del primo anno di analisi si trova in un luogo di vacanza con due persone molto diverse fra loro. Una ha un'ideologia militaresca, opposta alla sua, e averla sognata lo inquieta. L'altra invece è una figura cara con cui decide di cucinare qualcosa insieme. Mentre lavorano cadono inavvertitamente briciole e spezie e si preoccupa che queste ultime possano nuocere a dei gattini che nel frattempo si sono avvicinati. Leggeremo questo passaggio come la sua preoccupazione che piccoli eventi fortuiti, forse anche le libere associazioni che fa in seduta - uno spazio libero dove si possono incontrare aspetti perturbanti ma anche fare delle cose buone insieme a qualcuno - procurino un danno ai bambini con cui si sta formando per lavorare, che rimandano anche a parti infantili di sé. Cogliere una sua preoccupazione per gli altri, come è stato possibile in questo scambio, avrà un tangibile
effetto di rilassamento sulla sua tensione e contribuirà a promuovere un lavoro associativo che Giulio comincia a utilizzare fruttuosamente e ad apprezzare.
Quando ci