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È possibile trasmettere il movimento di un'analisi? A questa condizione: che attraverso la mia voce si senta quella dell'altro.
Lo scopo specifico della rubrica Incroci è mostrare l'analista al lavoro attraverso il suo scrivere di clinica psicoanalitica. Come lettori entriamo nella stanza d'analisi e il nostro interesse si rivolge non solo verso il paziente e l'analista, ma anche verso il loro legame e il contenuto del testo, ma ciò che ci attrae è lo scrittore, che tramite il suo scritto, entrerà in contatto con noi.
La scrittura della clinica non è un resoconto di ciò che accade, chi scrive compie una operazione delicata, deve usare il suo ascolto interno per esprimere e trasformare i propri pensieri in una comunicazione vitale; non è facile entrare in questa dimensione né per chi scrive, né per chi legge, perché anche il lettore dovrà cercare al suo interno per rintracciare questo contatto. Nella rubrica Incroci due lettori “speciali” hanno il compito di leggere e dare significati creando legami, e mediando tra l'intuizione e la propria indagine teorica.
Scrivere e leggere la clinica ci mette nella condizione di dover ascoltare molte voci dentro di noi, ci fornisce la possibilità di scoprire intuizioni, di stimolare pensieri e associazioni, di prenderci cura di noi stessi, e di provare il piacere di approfondire e rispettare la ricchezza dei nuovi scenari che possono nascere dal lavoro clinico.
Antonella Sessarego