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Dopo il primo volume dal titolo Silicio, Federico Faggin ne ha pubblicato un secondo, dall'invitante titolo Irriducibile e dall'impegnativo sottotitolo La coscienza, la vita, i computer e la nostra natura. Chi è Federico Faggin? La sua autobiografia è presente nel primo libro che ripercorre la sua carriera di fisico e imprenditore, trasferitosi molto giovane negli Stati Uniti. È stato capo progetto del primo microprocessore al mondo e di una serie di componenti del computer che continuiamo ad usare ancora ai nostri giorni. Nel 2010 ha ricevuto la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l'Innovazione dal presidente Obama per l'invenzione del microprocessore. Dieci anni fa ha fondato con la moglie un'organizzazione no-profit per lo studio scientifico della coscienza che si avvale della collaborazione di università e istituti di ricerca statunitensi e italiani. È questo suo ambito di indagine, la coscienza, che mi ha spinto a leggere il suo libro.
Egli scrive: «Per anni ho inutilmente cercato di capire come la coscienza potesse sorgere da segnali elettrici o biochimici, e ho constatato che, invariabilmente, i segnali elettrici possono solo riprodurre altri segnali elettrici o altre conseguenze fisiche come forza e movimento, ma mai sensazioni o sentimenti, che sono qualitativamente diversi… È la coscienza che capisce la situazione e che fa la differenza tra un robot e un essere umano… In una macchina non c'è nessuna ‘pausa di riflessione’ tra i simboli e l'azione, perché il significato dei simboli, il dubbio, e il libero arbitrio esistono solo nella coscienza di un sé, ma non in un meccanismo».
L'Autore precisa che: «…le premesse fisicaliste e riduzionistiche sono perfette per descrivere gli aspetti meccanici e simbolico-informativi della realtà, ma sono inadeguate per spiegare i suoi aspetti semantici… Il sapore del vino, il profumo di una rosa e il colore arancione non dovrebbero esistere, perché nessun scienziato sa spiegarci come i segnali elettrici o biochimici del c