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Il 28 e 29 ottobre, nella prestigiosa Pinacoteca di Villa Zito, si è svolto il IX Colloquio di Palermo, dedicato a «Lo statuto del corpo nella teoria e nella clinica psicoanalitica». La scelta di effettuare l'evento esclusivamente in presenza preannuncia l'oggetto stesso del Colloquio, e il desiderio di una partecipazione vissuta e pienamente condivisa dell'esperienza.
Sara Capillo, introduce al tema del convegno con una relazione intitolata «Amo, Ergo sum», mettendo al centro del suo discorso il ruolo dell'amore, nella accezione freudiana di pulsione di vita. Attraverso un excursus della storia del pensiero occidentale sulla questione corpo-psiche il discorso si focalizza sulla specificità della concezione del corpo in psicoanalisi: un corpo simbolicamente rappresentato, portatore di un linguaggio che precede la parola, espressione del desiderio inconscio, un corpo «attraversato dalla pulsione sessuale, libidico, animato dal desiderio, un corpo psico-sessuale».
«Il corpo erogeno: una teoria unificata», è il titolo della relazione di Paola Camassa, un'estensione della teoria pulsionale di Freud alla teoria bioniana, ma anche una ricerca e un confronto con la neurobiologia di scuola evolutiva «che si è occupata di tracciare i compiti evolutivi del piacere». Assumendo che tutto il corpo possa essere una zona erogena, Camassa specifica che «il corpo erogeno è il risultato dell'esperienza reale di appagamento condiviso» del bambino e della madre.
Pertanto è l'esperienza con il seno effettuata nella primissima infanzia dal bambino che si costituisce come «fondamento di tutte le sue future esperienze di appagamento condiviso: l'amore, il gioco, il linguaggio, l'arte e la ricerca» (intensa e particolarmente evocativa, la narrazione clinica «dal capezzolo alla matita»). Assumendo il ruolo del piacere condiviso come centrale per lo sviluppo, Camassa propone un'inversione della teoria dell'appoggio: sarebbero le funzioni corporee e somatiche ad appoggiarsi alla pulsione sessuale