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Il 23 settembre 2023 si è svolto il primo incontro psicoanalitico tra la giovane Società Psicoanalitica Ellenica (H.P.S.) e la Società Psicoanalitica Italiana (S.P.I.) su un tema che fa parte del patrimonio culturale alle sorgenti della psicoanalisi e cioè la tragedia greca e, con essa la mitologia che i grandi tragediografi greci, Eschilo, Sofocle, Euripide e Tucidide, ci hanno tramandato.
Il titolo scelto dalla Segreteria Scientifica, composta da colleghi delle due società, richiama appunto il patrimonio culturale comune che viene ancora riproposto secondo la tradizione in Grecia, nei teatri di Epidauro e Atene e, in Italia, nei grandi anfiteatri di Segesta, Taormina e Siracusa1.
I lavori si sono articolati in un'unica giornata, che si è svolta presso l'Anfiteatro dell'Istituto Ellenico Pasteur, nella centralissima Vassilissa Sofia di Atene, con grande partecipazione sia in presenza (161) che online (87). Dopo il saluto dei due presidenti, Sarantis Thanopulos, greco di nascita e Christos Zervis, la prima parte della mattinata ha visto gli interventi di Thanopulos e Athanisios Alexandridis, psicoanalista con funzioni di training dell'Associazione Psicoanalitica Francese (A.P.F.) e della H.P.S., che hanno affrontato il mito fondante della psicoanalisi, cioè quello di Edipo con accenti diversi. «Edipo Re - considera Thanopulos - è la tragedia in cui diventa più chiaro il nesso tra spazio tragico e il lutto e anche il nesso tra lutto e sogno. Essa ci rivela la natura onirica del dispositivo tragico: l'invito a “chiudere gli occhi”, per vedere ciò che del nostro rapporto con l'alterità non può essere visto alla luce del giorno, a sospendere la nostra relazione concreta con la realtà per uscire dall'effettività, linearità dei nostri discorsi e delle nostre azioni. Per uscire dal circuito del loro assoggettamento a un compimento finale secondo schemi definiti da necessità estranee al desiderio e derivanti dai suoi fallimenti. L'azione dettata dalla necessità tende, a breve