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Il 25 e 26 novembre 2023 si è tenuto a Firenze, nella sede del Museo degli Innocenti, il VII Convegno Nazionale sul lavoro psicoanalitico con bambini e adolescenti dal titolo «Un difficile inizio - Rischi, prevenzione e cura nei primi anni di vita».
Nel dare avvio ai lavori delle due giornate, il Presidente SPI, Sarantis Thanopulos, ha sottolineato come il ruolo richiesto agli psicoanalisti, soprattutto in questi ultimi tempi, è quello di portare la psicoanalisi in più luoghi, valorizzando la possibilità di «fare rete». Inoltre, ha suggerito come sia importante, nel nostro lavoro clinico e di ricerca, interrogarsi su quanto e cosa possiamo imparare dai bambini.
La parola è poi passata alla Segretaria, Elena Molinari, che ha illustrato, con un dettagliato e avvincente excursus filosofico e psicoanalitico, i concetti di inizio, di processo e di fine. Citando Heidegger, il termine cominciamento descrive «l'affacciarsi alla vita dell'uomo in quanto “essere gettato nel mondo”»: ciò presuppone la condizione essenziale della vita di esserci all'interno di una relazione. Anche Hannah Arendt con l'affermazione «l'uomo non è nato per morire ma per incominciare», mostra come la nascita sia un principio ontologico e un processo, secondo cui la soggettività comincia e diviene tale nella relazione. Chiosa la relatrice: «Non solo la nascita non è precipitare nella fine e nella morte ma è essere liberi». Per giungere alla psicoanalisi, Freud ritiene che «tra la vita intrauterina e la prima infanzia vi è molta più continuità di quel che non ci lasci credere l'impressionante cesura dell'atto della nascita», anche alla luce della teoria che riconosce il progressivo sviluppo della mente per stadi psicosessuali. Il pregio di essere stata la prima ad aver considerato la nascita non soltanto più come fatto biologico ma anche psichico spetta a Karen Horney . Melanie Klein, dal canto suo, dà valore al potere creativo
materno nella descrizione di quanto accade nella fase preed