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In questo lavoro l'Autore cerca di mostrare come la presenza di una grave disabilità visiva alla nascita o nel corso dello sviluppo, susciti angosce che travalicano la comprensibile preoccupazione secondo una prospettiva realistica del danno, ma rispecchiano vissuti inquietanti che evocano quelli descritti da Freud in Il perturbante. Diventa allora necessario ridurre il gap tra il perturbante e il reale attraverso un processo elaborativo.