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Questo è un libro che raccoglie molti dei lavori di Marta Badoni e che riempie una mancanza, un libro e una testimonianza dello sviluppo del pensiero di Marta di cui avevamo bisogno e che è arrivato, diciamo, senza fretta.
Ho trovato in un piccolo libro di una poetessa, Livia Chandra Candiani, che ha un titolo che sono certa piace a Marta: Questo immenso non sapere. Conversazioni con alberi, animali e il cuore umano, la citazione che qui riassumo, perché mi è arrivata come un regalo: «In un paese con un piccolo lago c‘è un olmo vecchissimo: ai suoi piedi c‘è un cartello di ferro con una citazione di Confucio: “il momento migliore per piantare un albero è dieci anni fa. L'altro momento migliore è ora». Il libro di Marta pianta sicuramente, nel cuore e nella mente di chi lo legge, un albero alto e forte come quelli del grande giardino della sua casa di famiglia a Lecco sul ”piccolo“ lago di Como.
Per cominciare: questo libro impone, anche in modo perentorio, una lettura di qualità molto intima e personale, così da coinvolgere oltre alla curiosità e l'interesse del “lettore sapiente”, anche l'emozione che si prova nel riconoscere, nello sviluppo del pensiero di una collega e maestra, un po' la propria storia, il proprio sviluppo dentro la comunità psicoanalitica, diverso ma vicino.
D'altra parte, l'esperienza clinica di Marta e la sua sapienza teorica sono così profonde, così vive e personali, così intimamente intrecciate con la sua vita, che ne consegue una narrazione che è anche un po' autobiografica e che inevitabilmente sollecita la presenza personale di ogni lettore che abbia fatto della psicoanalisi una parte importante della propria vita,
Ho il ricordo preciso della prima volta che l'ho sentita parlare, da candidata un po' ingessata quale ero, nella sala sovraffollata della vecchia sede di via Corridoni, di Ajuriaguerra, del corpo, della relaxation, ricordo la semplicità con cui diceva cose, almeno da me, mai sentite che sembravano contraddire l'obbligo di assenza d