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Il 10 febbraio 2024 è stata presentata presso il Centro Psicoanalitico di Roma la nuova edizione del libro di Lucio Russo, edito da Borla per la prima volta nel 1998, L'indifferenza dell'anima. La mattinata prevedeva un confronto tra l'autore, Manuela Fraire, Gianni De Renzis e Andrea Baldassarro. È stata introdotta da Fabio Castriota con brevi e incisive citazioni del testo, sottolineandone la modernità e la pregnanza della ripubblicazione.
«Sempre più frequentemente chiedono aiuto agli analisti persone depresse e isolate, con poca capacità di investimento sugli affetti e sul pensiero, catturate da sentimenti di vuoto e di mancanza. Il non senso della vita e l'angoscia dell'indifferenza mettono analista e paziente di fronte al limite del rappresentabile e del dicibile». Così l'autore colloca la sua ricerca all'interno del dibattito psicoanalitico sulle nuove patologie.
La mattinata è stata caratterizzata da un andamento volto a cogliere, nella prosecuzione della ricerca, la correlazione tra il prima e l'oggi.
L'intervento di Manuela Fraire, con lo sguardo al valore attribuito da Russo al controtransfert, inteso non come azione né come reazione dell'analista al transfert del paziente, ma piuttosto come posizione autoanalitica dell'analista, si è incentrato sui resti non analizzati dell'analista. Un pensiero attualmente diffuso ma allora antesignano che riguarda aree non solo non analizzate ma ancora non rappresentate della mente dell'analista. Stati indifferenziati della mente dove la difficoltà ad accedere alla rappresentazione, ma anche alla soggettivazione, appartengono al panorama della nostra epoca piuttosto che essere considerate, come potevano esserlo precedentemente, gravi patologie. Fraire evidenzia come i resti non analizzati siano una funzione del rapporto analitico, la garanzia che il motore di ricerca sarà sempre in moto, posizione che, per la sua caratteristica e opportunità, è significativa innanzitutto per l'analista. Nel tempo si è rivista l'idea che i