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Viene presentato il caso di un paziente quarantenne al terzo anno di analisi, intrapresa per difficoltà sessuali erroneamente attribuite a cause organiche. Nel corso dell'analisi mentre si aveva una risoluzione sintomatica hanno fatto la loro comparsa sogni e soprattutto ricordi con le caratteristiche del “Perturbante” descritto da Freud. Al centro di tali racconti vi è la descrizione di un viaggio, più volte ripetuto nell'adolescenza del paziente, fonte di momenti di terrore che si risolvevano con il raggiungimento della meta. Nella discussione del caso si è fatto riferimento al periodo perinatale caratterizzato da vissuti di violenza e inconoscibilità, compresi nella descrizione di L. Abensour al Congresso SPP del 2011, e teorizzati da E. Fachinelli nel concetto di area claustrofilica. Il percorso analitico ha comportato anche un momento di enactment da parte dell'analista convinto della necessità di accompagnare il paziente, condividendone i piaceri, verso un tentativo di uscita dalla zona claustrofilica, scollandosi dall’”ombra” materna. I sintomi somatici sono, al momento, risolti.