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La pubblicazione, fortemente voluta da Chiara Rosso, nasce dal desiderio di creare una raccolta in cui, accanto a quattro dei lavori teorico-clinici già presentati al XVI Colloquio italo-francese, tenutosi a Napoli dal 10 all’11 giugno 2023, comparissero anche i contributi giunti alla selezione preparatoria dello stesso.
Ne è così nata un'antologia davvero avvincente a cura di Luca Bruno, Chiara Rosso, Olimpia Sartorelli, suddivisa in cinque aree tematiche: «orientamento/disorientamento; il perturbante e l'alterità; il perturbante e il lutto; le lingue del perturbante; il perturbante e il doppio». Lo spazio, l'alterità, il lutto, le lingue diverse e il doppio: eccole figure del perturbante, preannunciate dalla felice scelta del titolo del libro, con le quali l'essere umano, fin dagli albori della sua vita e indirettamente anche in quella intrauterina, va a confrontarsi e affrontare un processo elaborativo per potersi soggettivare.
Ognuna delle sezioni è un arricchente e vero ampliamento teorico della tematica esplorata da Freud ne Il Perturbante” (Das Unheimliche 1919). Gli Autori approfondiscono i diversi orientamenti e li integrano con i propri casi clinici. Mi paiono originali e creative le testimonianze di come ogni psicoanalista possa utilizzare il perturbante nella relazione terapeutica lungo le declinazioni di quel paradosso poetico di cui scrive Freud: «La conclusione, che suona paradossale, è che molte cose che sarebbero perturbanti nella vita non sono perturbanti nella poesia e che d'altra parte nella poesia, per ottenere effetti perturbanti, esistono una quantità di mezzi di cui la vita non può disporre» (1919, p. 111). Sulla scia di questa ispirazione approfondisco dapprima il lavoro di Lucia Fattori dal titolo: Il perturbante e il segreto delle origini. La PMA: un caso particolare, per poi soffermarmi sullo scritto di Cosimo Schinaia.
In Fattori ritroviamo il pensiero di Racamier (1993) rispetto alla distinzione fra il segreto antilibidico, in cui l'attivi