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Lo scopo dei due incontri tenutisi online in occasione del Giorno della Memoria/Ricorrenze di Umanità 2024 (25 gennaio e 9 febbraio) è stato quello di riflettere insieme con il Dr. Daniel Oppenheim - psichiatra e psicoanalista indipendente1 - su ciò che si può imparare dagli scrittori che furono adolescenti durante la Shoah2, al fine di utilizzare tale conoscenza per comprendere e aiutare oggi gli adolescenti reduci da traumi collettivi e individuali a causa di guerre, persecuzioni, disastri climatici.
Durante la prima serata Oppenheim - riportando puntuali citazioni tratte da numerosi testi letterari - si è soffermato su una articolata e non esaustiva definizione di ‘barbarie’3, rigorosamente derivata dalla parola degli scrittori grazie a un attento ascolto associativo. Tale definizione costituisce uno dei loro fondamentali insegnamenti.
La barbarie è tutto ciò che fa toccare all'essere umano i limiti del sopportabile, del pensabile, dell'immaginabile. Lo fa provocando sconvolgimenti e perdite dei principali punti di riferimento strutturanti, quali il corpo, il tempo, lo spazio, l'appartenenza a una famiglia e a una genealogia, le differenze generazionali, la possibilità di pensare, fantasticare e ‘giocare'con la sessualità e con la morte.
Daniel Oppenheim lavora a Parigi con bambini e adolescenti nell'ambito dell'oncologia pediatrica, della cecità, dell'autismo sia privatamente che nelle Istituzioni. I suoi libri e articoli, oltre che sulla violenza biologica (cancro e cecità) e sulla distruttività degli adolescenti nel contesto politico attuale, vertono sulla barbarie collettiva e suoi effetti sulle vittime, sui loro cari, sui loro discendenti. Ha scritto, tra l'altro, (2006) Héritiers de l'exil et de la Shoah (con H. Oppenheim-Gluckman); (2012) Peut-on guérir de la barbarie? Apprendre des écrivains des camps; (2016) Des adolescences au cœur de la Shoah. À travers Appelfeld, Kertész, Wiesel….
Ogni scrittore ha affrontato e subìto la barbarie nazista in maniera sogge
Daniel Oppenheim lavora a Parigi con bambini e adolescenti nell'ambito dell'oncologia pediatrica, della cecità, dell'autismo sia privatamente che nelle Istituzioni. I suoi libri e articoli, oltre che sulla violenza biologica (cancro e cecità) e sulla distruttività degli adolescenti nel contesto politico attuale, vertono sulla barbarie collettiva e suoi effetti sulle vittime, sui loro cari, sui loro discendenti. Ha scritto, tra l'altro, (2006) Héritiers de l'exil et de la Shoah (con H. Oppenheim-Gluckman); (2012) Peut-on guérir de la barbarie? Apprendre des écrivains des camps; (2016) Des adolescences au cœur de la Shoah. À travers Appelfeld, Kertész, Wiesel….
Ogni scrittore ha affrontato e subìto la barbarie nazista in maniera sogge