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Con il numero 4 del 2024 chiudiamo un anno di lavoro della Rivista molto significativo. Il numero si apre con cinque contributi proposti da psicoanalisti che affrontano temi diversi, ospita un importante Focus che approfondisce l'opera e il pensiero teorico-clinico di Eugenio Gaddini e si chiude con un Focus sulla “Psicoanalisi del futuro”. Il Focus è pensato prendendo spunto dalla ricorrenza dei 70 anni dalla ripresa della pubblicazione della Rivista di psicoanalisi nel 1954, in seguito alla messa fuori legge della Società Psicoanalitica da parte del regime fascista, che ha anche vietato di conseguenza la pubblicazione della Rivista nel 1932. Il Focus contiene una mia intervista a quattro ex direttori della Rivista e due contributi di giovani psicoanalisti neoassociati alla SPI sulla loro visione di un possibile sviluppo futuro della psicoanalisi.
Tra i lavori che introducono il numero quello di Mirella Montemurro, dal titolo «Masochismo morale. Angeli e demoni nella relazione analitica», approfondisce il tema del masochismo, correlandolo alla paura del crollo dovuto all'agonia primitiva in seguito alle prime esperienze traumatiche. Attraverso il lavoro analitico con un paziente viene sottolineata l'importanza della rêverie dell'analista nel consentire il trasferimento dei “demoni” del paziente, accogliendoli per poter avviare un lavoro di elaborazione.
Il contributo «Dall'interpretazione mutativa all'interpretazione muta: itinerari della psicoanalisi duale e gruppale» di Claudio Di Lello si sofferma, a partire dall'esperienza nella psicoanalisi individuale e di gruppo, sull'importanza degli interventi non direttamente interpretativi, che si esprimono nei termini di una partecipazione empatica e nella presenza, silenziosa ma attiva, dell'analista, che consente il funzionamento di un “contenitore trasformativo,” aprendo la strada all'uso della parola e della simbolizzazione.
Giuseppe Riefolo nel suo lavoro dal titolo «Azioni, difese ed enactment generativo,” riportando