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Il lavoro affronta il paradosso della indispensabilità, sin dall'origine della vita psichica, della relazione con un oggetto perché il soggetto diventi se stesso, dove l'identificazione è la prima forma di legame, e d'altra parte dell'isolamento necessario del core self per sentirsi vivi e avere il senso del reale. Il core self è stato teorizzato da Winnicott come nucleo sacro inaccessibile, che non deve essere alterato dal contatto con gli oggetti non-me: «The question is: how to be isolated without having to be insulated?». Un esempio clinico viene proposto a illustrare un percorso di rispetto di questa area psichica a cui nemmeno l'analista può accedere, che costituisce l'esperienza “sacra” dell'analisi, volta a favorire identificazioni non adattative e alteranti, ma creative e produttive. Incompiute, continuamente in potenziale sviluppo creativo.