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Lo studio dei fattori terapeutici in psicoanalisi non dispone ancora di evidenze empiriche sufficienti per convalidare le credenze ritenute più attendibili. Dai tempi di Strachey nelle teorie esplicite e soprattutto implicite degli psicoanalisti l'interpretazione verbale “mutativa” viene considerata l'agente principale del cambiamento psichico. Diversi autori sottolineano invece oggi l'importanza di altri fattori trasformativi “recettivi,” non interpretativi, silenti, tra cui anzitutto la funzione - svolta dal setting - di contenitore, di holding, di “madre ambiente,” e la sua azione di rinforzo del “senso di sé”. Nel gruppo analitico il tacito senso di appartenenza sperimentato dai suoi membri alimenta un vissuto di accettazione incondizionata rinforzato dalla qualità corporea del contenimento gruppale e dal rispecchiamento visivo reciproco. Il livello non verbale dell'esperienza di gruppo assume così la funzione di un’”interpretazione muta” a elevata capacità terapeutica.