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In questo lavoro ho illustrato l'originalità del concetto di fantasia nel pensiero di Eugenio Gaddini. L'autore ha valorizzato il ruolo dello sviluppo della fantasia a un livello primitivo, indicandola come precursore corporeo del mondo immaginativo. L'oggetto, prima ancora di essere percepito nella mente come fantasia immaginativa, è sentito soggettivamente dal neonato attraverso vissuti sensoriali di modificazione corporea, le fantasie nel corpo. Solo in uno stadio successivo di sviluppo compaiono le fantasie sul corpo, prime rappresentazioni mentali del sé corporeo. La distinzione tra fantasie nel corpo e fantasie sul corpo individua un transito cruciale tra un funzionamento della mente a dominanza sensoriale e l'avvio di potenzialità rappresentative innescate dall'immagine. Il contributo teorico-clinico di questa concettualizzazione di Gaddini, come cercherò di mostrare nel caso clinico, aiuta non solo a tratteggiare elementi dello sviluppo sano della mente infantile ma anche ad accedere alla comprensione di stati mentali primitivi altrimenti difficilmente raggiungibili.