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Cari amici e colleghi vorrei porvi quattro domande avendo condiviso tutti noi in tempi diversi la Direzione della Rivista di psicoanalisi. L'ultimo numero del 2024 è anche l'occasione della ricorrenza dei 70 anni della Rivista dal momento in cui ha ripreso le sue pubblicazioni dopo la censura del regime fascista. Siamo testimoni di un'esperienza complessa e allo stesso tempo ricca che fa parte della tradizione del pensiero psicoanalitico e della sua pubblicazione e trasmissione e che oggi si trova a dover far fronte a sfide nel presente molto difficili e aspirazioni rispetto al futuro.
1) Alfredo Lombardozzi. Come primo tema mi volgerei al passato con gli occhi di oggi. Agostino Racalbuto ha curato, insieme a Patrizio Campanile, nel 2004 un bel numero della Rivista che ricordava la ricorrenza del cinquantenario della pubblicazione della Rivista a cura di Cesare Musatti dopo la censura del 1932. Negli anni 50’ la psicoanalisi, dopo avere vissuto le tragedie della seconda guerra mondiale e della distruttività che ha comportato, ha vissuto un periodo molto produttivo e creativo, ponendo le basi della definizione dei modelli teoricoclinici di cui oggi vediamo le molteplici articolazioni. Secondo il vostro modo di vedere, la complessità dello sviluppo della teoria e della clinica psicoanalitica e la correlazione della sua evoluzione con i cambiamenti sociali dagli anni 50’ fino ad oggi, in che modo ha trovato nella Rivista di psicoanalisi uno spazio di scrittura e di elaborazione in quanto espressione di una specificità della psicoanalisi italiana?