You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
In un tempo “fuori dai cardini,” gli autori problematizzano la psicoanalisi “del futuro” nei due sensi, soggettivo e oggettivo: il primo è il futuro che attende la disciplina psicoanalitica, nei suoi nodi teorico-clinici; il secondo è il futuro nella seduta. In entrambi i casi, si propone una riflessione sul processo epigenetico in atto in ogni transizione (epocale e individuale) come dimensione del “futuro anteriore” della relazione inconscia e del riconoscimento reciproco. Con l'aiuto di una sequenza clinicagli autori cercano di mostrare come analista e paziente siano immersi in un ambiente imprevedibile: non solo per l'accelerazione tecnologica, la catastrofe climatica e le mutazioni antropologiche, ma per la pervasività, la complessità, l'eterogeneità e la simultaneità di infinite connessioni psichiche e materiali che li determinano. L'ipotesi è che in questa situazione le condizioni di “analizzabilità” possano e debbano essere ricreate attivamente e costantemente.