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Il presente lavoro prende in esame l'atteggiamento complesso, fra avvicinamenti e prese di distanza, che Freud sviluppa negli anni nei confronti della mistica fino al misterioso frammento 22, che è probabilmente l'ultimo scritto di suo pugno. Il rapporto di Freud con la mistica passa anche attraverso il confronto con Romain Rolland intorno al Sentimento Oceanico, una percezione dell'eterno e dell'illimitato, che può prescindere dall'esperienza religiosa e che tuttavia si configura come un momento estatico. A partire dal pensiero di Fachinelli, che sostiene la dimensione mistica dell'essere umano in quanto tale, la riflessione si centra sulle situazioni estatiche come vissuti di intenso benessere di fronte all'immensamente bello e grande o nell'esperienza di essere all'unisono con l'Altro. Il piacere può tuttavia virare verso una tristezza nostalgica o un vero e proprio terrore per un troppo che spaventa. La profonda condivisione emotiva tra paziente e analista può configurarsi, in certi momenti speciali, come un'esperienza estatica.