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L'articolo indaga le sfide della trasmissione della psicoanalisi in un contesto di profonde trasformazioni sociali e istituzionali, evidenziando le tensioni tra idealità, responsabilità e necessità di adattamento. A partire dall'impatto della pandemia, sul setting e sul modello formativo, e delle implicazioni di una improvvisa e imprevista interlocuzione con le autorità governative, l'autrice esplora le dinamiche originate dalla necessità di ridefinire alcuni parametri della formazione psicoanalitica in Italia. In questa cornice, la responsabilità dell'analista formatore assume una valenza etica imprescindibile: trasmettere la psicoanalisi significa non solo preservarne la specificità epistemologica e clinica, ma anche esercitare una funzione di cura e di guida nel processo di apprendimento. L'articolo pone l'accento sull'importanza di una psicoanalisi che sappia coniugare rigore teorico, libertà critica e impegno etico, affrontando le trasformazioni culturali senza smarrire la propria identità.