You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Come bene ha sottolineato Nicola Rossi nel suo intervento, il lavoro di ricognizione promosso dall'IPA che aveva in Europa Franco Borgogno come co-chair (Borgogno, Cassullo, 2010) e, successivamente, una serie di interviste effettuate da Lucio Sarno, hanno messo in evidenza come la doppia appartenenza sia stata sperimentata da analisti docenti universitari come una fonte di non poco disagio per non dire sofferenza.
Vi è stata indubbiamente una diminuzione significativa dei membri SPI nell'Università che conferma quanto Otto Kernberg ha da tempo segnalato richiamando l'attenzione a una necessaria collaborazione tra l'istituzione psicoanalitica e quella accademica sia sul piano dell'insegnamento, sia su quello della ricerca (Kernberg, 2006; 2012).
Quanto mai opportuno è quindi questo Focus – e va riconosciuto a Nicola Rossi il merito di un grande sforzo e dedizione – che costituisce non solo una sintesi delle relazioni presentate nel corso della giornata scientifica organizzata dalla SPI, il 3 febbraio 2023 a Roma, ma dà spazio a voci diverse e a diversi punti di vista costituendo un affresco e una documentazione stimolante e che credo possa essere assai utile per noi.
Se vogliamo evitare un nostro suicidio, sul piano accademico come, appunto, segnala Kernberg, bisogna che teniamo conto anche del punto di vista dell'Università, pur sapendo che l'Accademia non è certo tenera nei nostri confronti, per cui sono più che comprensibili le considerazioni amare di Luigi Janiri, Renata Nacinovich e Pierluigi Politi rispetto alla formazione psicoanalitica in medicina e nelle Scuole di Specializzazione mediche, e anche quelle di Osmano Oasi, Antonella
Granieri, Cristina Marogna che tuttavia si muovono nella realtà dell'insegnamento della psicoanalisi nei Corsi di laurea in Psicologia dove, come dirò più avanti, abbiamo una maggiore contrattualità.
Dobbiamo però chiederci, come argutamente metteva in evidenza Peter Fonagy (Fonagy, 2000), perché la ricerca appaia così irritant per