You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Gli autori affrontano il tema dell'avvicinamento alla psicoanalisi in università nelle facoltà di medicina oggi in Italia. A più di un secolo dalle “straordinarie” lezioni accademiche freudiane, le risorse a disposizione appaiono particolarmente contingentate all'interno dei corsi di laurea. Questi elementi di realtà rendono spesso difficile il compito di presentare l'attualità della psicoanalisi, anche quando ci si limiti ai “fondamentali” psicodinamici: la rilevanza della asimmetrica relazione medico-paziente, ad esempio, quella delle dinamiche inconsce, quella del setting, quella del problematico rapporto mente-corpo. Maggiore spazio è, invece, a disposizione nelle scuole di specializzazione in Neuropsichiatria Infantile e in Psichiatria quando si disponga, però, di docenti in possesso della sensibilità e delle qualifiche necessarie. In questo ambiti, accanto a lezioni teoriche e seminari, dove i Soci SPI potrebbero giocare un ruolo importante, l'opera di sensibilizzazione e trasmissione dei concetti fondamentali della psicoanalisi avviene prevalentemente attraverso la riflessione sul lavoro clinico quotidiano dei discenti. Viene sottolineato Il ruolo dell'analisi personale, della supervisione, dell'autoanalisi e di altre esperienze di riflessione e di orientamento su di sé nel percorso di training alla psicoterapia in ambito accademico, nonché l'importanza dell'acquisizione di un saper essere psicoterapeutico. La presenza di psicoanalisti impegnati nelle istituzioni sanitarie che appartengono alle reti formative universitarie appare così cruciale per la trasmissione della sensibilità psicoanalitica nel nostro Paese.