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La lettura della biografia Sigmund Freud, medico dell'inconscio, saggio accademico apparentemente rigoroso di Peter-André Alt, Professore di Letteratura Moderna all'Università di Berlino, porta l'Autore a interrogarsi sulla presenza di una quantità sintomatica di errori, imprecisioni e fraintendimenti. La paradossale interpretazione del padre della psicoanalisi quale sacerdote inquisitore e asceta, rappresentante di un principio ostile a qualsivoglia sessualità non finalizzata alla procreazione, e l'introduzione di un velato confronto con Hitler, suggerisce, senza arrivare a esplicitarlo, il tema dell'inquietante confronto fra i due austriaci che più hanno influito sulla storia del '900. Per l'Autore è questo l'aspetto più autentico del testo, l'interrogativo che sottende la ricerca di elaborazione di un vuoto nella tradizione della cultura di lingua tedesca.