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Uscito all'inizio del 2023 nell'ambito della collana di Routledge sulla storia della psicoanalisi curata da Peter Rudnytsky, questo ultimo libro di Bonomi rappresenta il coronamento di un ultra-trentennale percorso di ricerca storico-clinica, un percorso sia molto originale ed interessante che metodologicamente di tutto rispetto. Non meraviglia che abbia già trovato un editore francese (Bonomi, 2024), potendolo così Bonomi presentarlo a Parigi su invito di Élisabeth Roudinesco (di cui ricordo Freud nel suo tempo e nel nostro), come è successo nel giugno 2024. Per inciso, Peter Rudnytsky (2022) ha lui stesso pubblicato un importante libro in cui rivisita e valorizza il ruolo di Elisabeth Severn (1879-1959) nella “analisi reciproca” di Ferenczi.
Fin da quando, nel settembre 1993, Bonomi presentò a Ginevra il primo dei suoi molti contributi originali, «Perché abbiamo ignorato il Freud “pediatra”? La rilevanza del training pediatrico di Freud per le origini della psicoanalisi» (Bonomi, 2022), il dialogo costante con un network internazionale di respiro via via crescente ha costantemente accompagnato il suo lavoro. In questo ambito rientra l'International Sándor Ferenczi Network (ISFN), l'organizzazione internazionale emersa dal Rinascimento Ferencziano iniziato alla fine degli anni 1980 (vedi Haynal, 2007; Dupont, 2018), di cui Bonomi è il presidente dalla fondazione (2015). In questo ambito è nata anche la Società Italiana di Psicoanalisi e Psicoterapia Sándor Ferenczi e la rivista The Wise Baby – Il Poppante Saggio. Rivista del Rinascimento Ferencziano, mentre, a San Paolo del Brasile, si è recentemente tenuta la XIV conferenza internazionale dedicata a Ferenczi. L'edizione precedente aveva avuto luogo a Firenze nel maggio 2018 (Conci e Bonomi, 2019).
Al 1988 risale la pubblicazione italiana (curata da Glauco Carloni) del Diario clinico di Ferenczi, e Franco Borgogno è il collega italiano che (insieme a Bonomi) più ha contribuito a valorizzarne e reinserirne l'eredità p