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«In principio il desiderio venne prima di tutto, che fu il primo seme della mente». Così recitano gli Inni Vedici: Kama, incarnazione del desiderio, è il principio. È Kama l'arciere che spicca nella copertina del libro Il pensiero affettivo, testo coinvolgente e originale, che si sviluppa attraverso uno scambio di lettere fra la scrittrice Ginevra Bompiani e Sarantis Thanopulos, Presidente della Società Psicoanalitica Italiana. Esso, secondo gli autori, si configura come un viaggio in cui conta attraversare paesaggi piuttosto che raggiungere una meta, una flânerie in cui ciascuno dei due adatta il passo a quello dell'altro. La forma epistolare esprime l'idea che il pensiero cresca nell'incontro e nel dialogo, tuttavia gli epistolari si presentano separati a evidenziare, nell'amicizia, intesa e divergenza. È Bompiani ad avviare la corrispondenza, proponendo un'idea che le si presenta come un'evidenza, l'affetto è una forma del pensiero, cui Thanopulos risponde affermando l'indissociabilità, alla radice di ogni esperienza, di affetto e pensiero.
Si avvia quindi un'affascinante discussione che gli autori conducono disquisendo di filosofia e psicoanalisi, attingendo al mito, alla letteratura, gettando uno sguardo alle neuroscienze; animati dalla passione del pensare e interrogando autenticamente se stessi, gli autori incedono gironzolando, per trovare un pensiero inatteso piuttosto che affermare una verità.
A volte di una parola ne indagano l'etimo e questo offrirà scenari rivelatori di significati: affetto, da ad ficere, contiene una direzione verso un oggetto; pensare, da pensum, originariamente si riferiva alla quantità di lana per filare; il termine νόυς, usualmente tradotto con intelletto, in Omero ha il significato di fiutare. Entrambi affermano la centralità del corpo vivente: sia come φρόνησις che come νοῦς, il pensiero ha un'origine fisica e così l'affetto, che sgorga dai precordi, φρένες, dove spira il θυμός, sangue e respiro, pulsazione e ritmo.
Gli autori si co