You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Nel volume 4/2024, alla recensione di Stefano Bolognini sul libro di Donald Campbell e Ronny Jaffè (a cura di), Il corpo che parla, alla pag. 1217 è mancato per errore un paragrafo che riproponiamo qui sotto:
«Lo scritto di Barbara Piovano esplora inizialmente il tema del libro, con contributi personali di grande originalità, attraverso due assi: quello della relazione mente-corpo e quello della relazione soggetto-oggetto; prende poi in esame il ruolo del corpo nell'analisi infantile, e passa all'appassionante area del contributo dell'analisi infantile all'analisi dell'adulto, un tema oggi molto dibattuto anche a livello internazionale.
Piovano propone un affascinante caleidoscopio di acute (e argute!) osservazioni – frutto proprio della intensa partecipazione dell'Autrice ai pluriennali incontri SPI-BPS fin dal loro inizio, cogliendone anche la dimensione di “conversazioni” – sulle somiglianze, differenze e specificità concettuali e culturali da lei riscontrate tra la Scuola Britannica e quella Italiana: ad es., in linea di massima, gli inglesi sono molto aderenti al materiale clinico per esplorarne le evidenze e per cogliere le fantasie inconsce, con particolare familiarità con le interpretazioni di transfert e con molta attenzione agli effetti delle separazioni nel weekend; gli italiani amano utilizzare la reverie e riferirsi alla relazione che si sviluppa nel campo, comunicando anche le loro associazioni e valorizzando il valore trasformativo di interventi non interpretativi.
Inoltre gli Italiani sono molto interessati agli aspetti positivi della fusionalità; concetto che invece suscita spesso negli Inglesi una certa diffidenza a causa dei possibili riferimenti alla fusione regressiva, più prossima alla confusione.
Questa mia citazione assai parziale, fornita qui a mo' di rapido assaggio, non rende comunque giustizia all'ampiezza e profondità delle note descrittive di Barbara Piovano; invito i lettori a leggere con particolare libertà e playfulness qu