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L'autore declina il narcisismo in una duplice direzione: narcisismo dell'affetto e narcisismo della rappresentazione. Il primo traccia della perfezione fusionale originaria tra soggetto e oggetto, il secondo conseguente al lavoro di trasformazione psichica della relazione con gli oggetti con relativa formazione delle istanze intrapsichiche. Egli fa derivare un'istanza, che definisce Io ideale assoluto, dal narcisismo assoluto, l'Io ideale dal narcisismo primario e l'ideale dell'Io dal narcisismo secondario. L'autore afferma che i processi di trasformazione del narcisismo e delle relative istanze ideali lasciano tuttavia, sempre, tracce irrisolte che necessitano di slittamenti e sublimazioni infinite per essere trattate in analisi accanto, e non in alternativa, alle pulsioni e alle difese. In particolare, la quantità di narcisismo dell'affetto non trasformata necessita di sublimazioni infinite che non esauriscono mai definitivamente l'ideale assoluto fusionale, antivitale e indifferenziato.