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La distinzione saussuriana di significante e significato ha permesso a J. Lacan di rileggere l'inconscio freudiano in chiave strutturalista: “l'inconscio è costruito come un linguaggio” recita uno dei suoi, più noti, aforismi, mentre un terzo, centrale, registro, viene aggiunto all'Immaginario ed al Reale nell'intreccio che fonda il mondo umano. Si tratta del Simbolico, il cui primato, tuttavia, nel progressivo sviluppo della teoria lacaniana, è destinato a ridimensionarsi laddove il Reale viene ad occupare sempre più il centro della scena. Ciò conduce alla riformulazione di concetti psicoanalitici fondamentali come pulsione, trauma, oggetto, sintomo, ed all'introduzione di concetti nuovi come quello di godimento il quale, nel suo legame di connessione/disgiunzione con il significante, acquista un ruolo fondamentale nella costruzione del bordo psico-somatico. Dalla “traccia” freudiana alla “lettera” lacaniana, la sfida diventa, allora, quella di cercare nuove risorse teoriche per affrontare la clinica dell'“eccesso”, vale a dire quella “nuova patologia” che oggi mette a dura prova il nostro lavoro di psicoanalisti.